Rimborsi ai volontari sportivi fino a 400 euro: guida pratica
Le ASD e SSD possono riconoscere ai volontari sportivi un rimborso forfettario fino a 400 euro al mese, senza richiedere ricevute delle singole spese.
Il rimborso, però, è ammesso soltanto per attività svolte in occasione di manifestazioni ed eventi sportivi riconosciuti da Federazioni, Discipline associate, Enti di promozione sportiva, CONI o CIP.
Cosa deve fare l’ASD o SSD
Prima del pagamento occorre:
- adottare una delibera che individui attività e spese ammesse;
- verificare il collegamento con un evento sportivo riconosciuto;
- rispettare il limite di 400 euro mensili per volontario;
- acquisire un’autocertificazione delle somme già percepite nell’anno;
- comunicare nominativi e importi al RASD.
La comunicazione al Registro nazionale delle attività sportive dilettantistiche deve essere effettuata entro la fine del mese successivo a ciascun trimestre.
Limiti fiscali e previdenziali
I rimborsi forfettari devono essere sommati agli altri compensi sportivi ricevuti dal volontario, anche da enti diversi.
La soglia previdenziale è di 5.000 euro annui:
- fino a 5.000 euro non sono dovuti contributi;
- oltre tale limite, l’eccedenza diventa imponibile ai fini INPS.
La soglia fiscale è di 15.000 euro annui:
- fino a 15.000 euro le somme non concorrono al reddito;
- oltre tale limite, l’eccedenza diventa imponibile;
- se la soglia era già stata superata, l’intero nuovo rimborso è imponibile.
L’ente applica la ritenuta sulla parte imponibile da esso corrisposta.
Documenti da conservare
L’ASD o SSD deve conservare:
- delibera preventiva;
- dati dell’evento;
- autocertificazione del volontario;
- prova del pagamento;
- ricevuta della comunicazione al RASD.
Attenzione: il rimborso non può nascondere un vero compenso. Se l’attività è continuativa e organizzata come un rapporto di lavoro, esiste il rischio di riqualificazione fiscale e contributiva.
Riferimenti: articolo 29 del D.Lgs. 36/2021 e circolare dell’Agenzia delle Entrate n. 7/E del 7 agosto 2026.