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19 Settembre 2026 By noiwebnet 0

Associazioni ed enti senza scopo di lucro: differenze e adempimenti

L’espressione “ente senza scopo di lucro” comprende organizzazioni molto diverse. L’assenza di lucro, però, non comporta automaticamente l’esenzione dalle imposte.

Le principali tipologie

  • Associazione non riconosciuta: forma più semplice, ma chi agisce per l’associazione può rispondere personalmente dei debiti.
  • Associazione riconosciuta: possiede personalità giuridica e un patrimonio separato da quello degli amministratori.
  • Fondazione: utilizza un patrimonio per realizzare uno scopo sociale, culturale o assistenziale.
  • ODV: organizzazione di volontariato che opera prevalentemente attraverso volontari.
  • APS: associazione di promozione sociale che svolge attività in favore di soci o terzi.
  • ASD e SSD: enti che esercitano attività sportiva dilettantistica e devono essere iscritti al RASD.
  • Impresa sociale: svolge stabilmente un’attività economica di interesse generale senza distribuire liberamente gli utili.
  • Associazione culturale, ricreativa o Pro Loco: può rimanere associazione ordinaria oppure iscriversi al RUNTS.

La qualifica di Ente del Terzo settore – ETS si acquista solamente con l’iscrizione al RUNTS.

Adempimenti principali

Ogni ente deve generalmente:

  • predisporre atto costitutivo e statuto;
  • richiedere il codice fiscale;
  • aprire la partita IVA se svolge abitualmente attività commerciale;
  • tenere il libro soci e i verbali degli organi sociali;
  • approvare annualmente il rendiconto o bilancio;
  • conservare fatture, ricevute e documentazione bancaria;
  • distinguere l’attività istituzionale da quella commerciale;
  • presentare dichiarazioni fiscali, CU e modello 770 quando dovuti;
  • verificare l’obbligo di presentazione del modello EAS;
  • rispettare privacy, sicurezza e obblighi assicurativi.

Gli ETS devono inoltre depositare il bilancio al RUNTS, tenere il registro dei volontari, assicurarli e documentare separatamente le raccolte pubbliche di fondi.

Attenzione alle attività commerciali

Quote associative e donazioni sono normalmente entrate istituzionali. Vendite, sponsorizzazioni, pubblicità, somministrazioni e servizi a pagamento possono invece generare redditi imponibili.

In conclusione: non basta scrivere nello statuto “senza scopo di lucro”. Il regime fiscale dipende dall’attività realmente svolta e dalla corretta gestione dell’ente.