Home Prova Senza una vera “prova di resistenza” il mancato dialogo non “mina” l’atto

Senza una vera “prova di resistenza” il mancato dialogo non “mina” l’atto

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La Corte di cassazione, con l’ordinanza n. 7380 del 17 marzo 2020, ha affermato rilevanti considerazioni in tema di contraddittorio endoprocedimentale.
Nel caso concreto, il contribuente aveva impugnato, davanti alla Commissione tributaria provinciale di Napoli, un atto d’irrogazione di sanzioni, relativo al periodo d’imposta 2008, fondato su una contestazione, derivante da una verifica fiscale della Guardia di finanza nei confronti di un’associazione sportiva dilettantistica, della quale era stato legale rappresentante.
L’atto di contestazione addebitava al contribuente, quale autore della violazione, l’omesso versamento, ascritto all’associazione sportiva, di importi dovuti per omessa autofatturazione di acquisti.

Il giudice di primo grado accoglieva il ricorso, con sentenza poi confermata anche dalla Commissione tributaria regionale della Campania, la quale affermava che l’atto di contestazione e quello conseguente di irrogazione di sanzioni erano nulli, per violazione dell’articolo 12, dello Statuto del contribuente (legge n. 212/2000). Questo in quanto, il primo di tali atti (quello di contestazione) non era stato preceduto dal contraddittorio con il contribuente, il quale, pertanto, era stato privato della facoltà di giustificare le movimentazioni sui conti correnti dell’associazione sportiva, da cui era derivata la contestazione di omessa autofatturazione.

L’Agenzia delle entrate ricorreva per la cassazione della sentenza, censurando, tra le altre, la violazione e falsa applicazione degli articoli 7 e 12 della legge n. 212/2000, oltre che dell’articolo 16 del Dlgs n. 472/1997.
Con un secondo motivo di impugnazione, l’amministrazione finanziaria deduceva, poi, la violazione e falsa applicazione dell’articolo 12, comma 7, della legge n. 212/2000 e della sentenza Corte di giustizia europea del 3 luglio 2014, in causa C 129/13 Kamino, assumendo che la sentenza impugnata trascurava tuttavia che, trattandosi (anche) di tributi armonizzati (Iva), affinché la violazione dell’obbligo del contraddittorio endoprocedimentale potesse comportare l’invalidità dell’atto, il contribuente avrebbe comunque dovuto assolvere all’onere di enunciare,  » Read More

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