Per ridurre le tasse serve liquidità non previsioni

C’è una unica soluzione per ridurre le tasse davvero , altro che flat tax

MENO TASSE PIÚ PIL

In queste poche parole è racchiuso il nostro futuro di autonomi – professionisti e piccole imprese. Oggi in grave crisi.

Siamo circa 5 milioni le piccole attività fino a 10 dipendenti.

Per tutelare i nostri interessi abbiamo bisogno di intervenire in maniera diretta sulle decisioni di politica economica e fiscale, con la nostra forza di popolo numeroso delle piccole attività non rappresentati nelle sedi politiche.

Il nostro intento è riportare la pressione fiscale a un livello di sostenibilità finanziaria atta a favorire la creazione di reddito, di maggiore margine “in tasca” (oggi quasi inesistente dedotte le tasse) per favorire i consumi e l’occupazione.

Il Paese non cresce aumentando gli occupati (+ 261mila unità nel primo trimestre 2015) e il PIL a 0,1% atteso su base annua, siamo fuori strada.

Ogni italiano deve avere un proprio stipendio.

Ogni italiano deve avere stipendio che derivi da un lavoro che produce ricchezza, non una occupazione morta e assistita.

PER QUESTO IL NOSTRO MOTTO E’ “meno tasse più PIL”.

Questi i primi interventi che proponiamo:

Riduzione Iva al 20%,
Riduzione di 3 punti della prima aliquota IRPEF dal 23 al 20%.
Riduzione di 1 punto dell’aliquota Ires.
Aumento dei contributi Inps IVS artigiani e commercianti in rapporto all’incremento dell’inflazione come calcolata da ISTAT.
Attraverso le risorse recuperate da un EVENTUALE condono finalizzato (autorizzato dalla Comunità Europea) fiscale, contributivo, edilizio esattoriale. Gli introiti a diretto finanziamento del calo delle imposte suddette.
Il minor gettito del primo anno sarà garantito dalle risorse derivanti dal condono e per gli anni successivi aumentando i consumi e espandendo la base imponibile (di coloro che riducendo le tasse saranno più propensi a pagarle) e con maggiori e mirati controlli fiscali il gettito sarà sufficiente a lasciare invariate le tasse ridotte.

Chiusura delle municipalizzate in perdita sistemica. Un impero che ogni anno brucia 12,8 miliardi di euro distribuendo appalti e stipendi e generando un vortice negativo che ingrossa a dismisura il debito..

Utilizzo del fondo di garanzia Mcc e Cassa depositi e prestiti con istanza dirette dell’impresa senza intermediazione della banca con tasso agevolato.

Pagamento degli interessi sul debito pubblico non a carico dei cittadini ma con spending review sui tetti di stipendio dei funzionari pubblici oltre 100.000 euro.

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