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Fallimento aperto, partita Iva chiusa: scontano l’imposta i crediti ereditari

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Le prestazioni di servizi professionali svolte in vita dal de cuius, per le quali si è generato un credito a favore degli eredi subentrati nella procedura concorsuale, rientrano nel campo di applicazione dell’Iva, anche se il prestatore (defunto) ha chiuso anticipatamente la partita Iva. È la sintesi del chiarimento fornito dall’Agenzia delle entrate con la risposta n. 52/2020.

L’istante, in qualità di erede di un architetto, fa presente che il de cuius nel 2002, quando era in vita, si era insinuato in una procedura fallimentare per un credito professionale; successivamente nel 2006 il professionista ha chiuso la partita Iva ancora in pendenza di fallimento; nel 2012 l’architetto è deceduto e i due eredi, fra cui l’istante, sono subentrati nel credito insinuato; infine, nel 2019, con un piano di riparto del fallimento è stato previsto il pagamento parziale del credito professionale.
L’istante, quindi, chiede se per i compensi derivanti dai crediti ereditari sussistano o meno obblighi Iva al momento della corresponsione, considerando la chiusura della partita Iva in pendenza di fallimento, e se tali importi debbano essere assoggettati alla relativa cassa di previdenza.

L’Agenzia, dopo aver ricordato che “  » Read More

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