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Enti locali: sì alla notifica degli accertamenti “esecutivi” anche prima del 31 agosto

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Gli enti locali e i soggetti affidatari di cui all’articolo 52, comma 5, lett. b), D.Lgs. 446/1997 sono legittimati, a norma dell’articolo 67 D.L. 18/2020, a procedere alla notifica degli atti di accertamento esecutivo, così come recentemente introdotti dall’articolo 1, comma 792, L. 160/2019, anche durante il periodo di sospensione post Covid-19, che termina il 31 agosto 2020 ex articolo 68 D.L. 18/2020. È questo il chiarimento offerto dal Ministero dell’economia e delle finanze (MEF) con risoluzione n. 6/DF del 15 giugno 2020, pubblicata ieri, 16 giugno.

Al Mef era stato chiesto di chiarire se, anche durante il periodo di sospensione, che intercorre fra l’8 marzo e il 31 agosto 2020, disposto dall’articolo 68 D.L. 18/2020, dei termini di versamento dei carichi affidati all’agente della riscossione, nonché delle ingiunzioni e degli atti di accertamento esecutivo emessi dagli enti locali e dai loro soggetti affidatari, sia possibile procedere alla formazione e notifica, da parte dei Comuni e dei soggetti affidatari di cui all’articolo 52, comma 5, lett. b), D.Lgs. 446/1997, degli atti di accertamento esecutivo di cui all’articolo 1, comma 792, L. 160/2019.

Al fine di affrontare compiutamente la questione, il Mef ha ritenuto, innanzitutto, di dover passare in rassegna il dato normativo contenuto negli articoli 67 e 68 D.L. 18/2020.

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