Home Delitti Delitti tributari “di pericolo”: il saldo pre-dibattimento non scusa

Delitti tributari “di pericolo”: il saldo pre-dibattimento non scusa

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La Corte di cassazione, con la sentenza n. 9883 del 12 marzo scorso, ha stabilito che la circostanza attenuante conseguente al pagamento del debito tributario, prevista dall’articolo 13-bis, comma 1 Dlgs n. 74/2000, non è applicabile nel caso di emissione di fatture per operazioni inesistenti, né per gli altri reati tributari la cui integrazione non è condizionata dall’esistenza di un’omissione tributaria o, comunque, di un danno patrimoniale in capo all’erario, quali quelli previsti dagli articoli 10 e 11 dello stesso decreto legislativo.
I fatti in causa
La vicenda originava dalla pronuncia della Corte d’appello di Milano, che dichiarava la responsabilità penale di un soggetto in ordine al reato di cui all’articolo 8, comma 1 del Dlgs n. 74/2000, per avere, nella qualità di legale rappresentante di una srl, emesso fatture relative a operazioni inesistenti, utilizzate al fine di evadere le imposte da parte delle imprese nei confronti delle quali le medesime erano state spiccate.
Il Collegio meneghino di secondo grado, tra l’altro, interveniva in sede di giudizio di rinvio per la terza volta, dopo una complessa vicenda processuale che aveva già visto l’intervento della Corte di cassazione per ben due volte (cfr pronunce nn. 15458/2016 e 5884/2019).

In sintesi, la Corte d’appello del capoluogo lombardo aveva rideterminato la pena a carico dell’imputato e aveva escluso, che alla fattispecie potesse essere applicata la circostanza attenuante a effetto speciale di cui all’articolo 13, comma 2-bis, Dlgs n. 74/2000. Detta norma, nel testo vigente al momento del fatto, prevedeva che le pene previste per i delitti, di cui al citato decreto, erano diminuite sino alla metà e non si applicavano le pene accessorie previste dall’articolo 12, nel caso in cui, prima della dichiarazione di apertura del dibattimento,  » Read More

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